Stralcio "Secondo Corso di PNL"

18 luglio 2012

Time Line e Distorsione Temporale

Salve a tutti e ben ritrovati nel mio blog ^_^
Il post di oggi si occuperà di fare luce sull'argomento TIME LINE.
Vi siete mai chiesti come il "tempo" inferisce nel nostro vissuto personale?
E' possibile rallentare o rendere più veloce il "tempo"?
Come vi sentireste se vi dicessi che è possibile ripescare nel proprio passato un'esperienza negativa e renderla addirittura potenziante per il vostro futuro?
cercherò di rispondere a queste domande dandovi degli spunti di riflessione attingendo informazioni da diversi testi ma prevalentemente dal libro di 
Bob G. Bodenhamer  e Michael Hall  dal titolo "La Time Line della PNL".


"Michael Hall ha studiato con il co-creatore della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) Richard Bandler ed è divenuto autore prolifico di PNL e di Neuro-Semantica. Ha svolto un dottorato in Psicologia cognitivo-comportamentale con particolari approfondimenti in psicolinguistica."


"Bob G. Bodenhamer ha studiato con Tad James e ha ricevuto la certificazione in PNL e in Time Line Therapy. È stato pastore in numerose parrocchie e coautore di vari libri insieme a Michael Hall."

Nel mio post "TEMPO e RITMO" del 14 Novembre 2011, mi ero già espresso riguardo al  tempo, e l'avevo fatto principalmente dando importanza all'aspetto "musicale".
Oggi , invece, vorrei trattare l'argomento dal punto di vista della Programmazione Neurolinguistica. Come sempre cercherò di alleggerire il discorso per coloro che sono meno addentro alla materia e per far sì che tutti possano cominciare ad avere una più ampia visuale dell'argomento Time Line.
Prima di tutto quando si parla di Tempo, dovremmo renderci conto che non è altro che un fenomeno soggettivo, che riguarda le nostre percezioni e che come tale ognuno di noi gli attribuisce un significato diverso a seconda delle mansioni che sta svolgendo.
Spiegandomi con un esempio, potrei chiedervi di immaginarvi di essere allo stadio a vedere una partita di calcio insieme ai tifosi della curva, guardate le varie azioni, esultate, siete partecipi con emozione ai goal e quant'altro si possa immaginare di fare durante una manifestazione calcistica...
Come potrete ben immaginarvi per moltissimi Italiani quei famigerati 90 minuti passano come un lampo sotto l'influenza delle belle emozioni.
Ma per quelli come me che non apprezzano questo gioco e non amano quel tipo di manifestazioni, quei 90 minuti possono sembrare davvero interminabili !!!
Ognuno di noi nella propria vita ha avuto esperienze piacevoli che sono sembrate durare pochi minuti, ed altre spiacevoli che sembravano non finire più. Già questo piccolissimo esempio mi apre la porta ad un altro argomento strettamente correlato al Tempo e cioè la "distorsione temporale" di cui vi parlerò tra poco.
Continuiamo invece a discorrere sull'aspetto soggettivo del Tempo attraverso un altro approccio, ovvero quello legato ai meta livelli. Utilizzando l'esempio di prima notiamo due aspetti importanti del tempo: il tempo cronologico e quello psicologico. Una differenza sostanziale sta proprio nel fatto che, benché i minuti passati siano gli stessi per coloro a cui piace il calcio e per coloro a cui non piace (vedi esempio sopra), per i primi il tempo psicologico sembra essersi contratto e per i secondi sembra essersi espanso. Entriamo quindi nel vivo del discorso e proviamo a notare come può essere ripartita la percezione temporale in livelli e meta-livelli:
Cronos e Kairos sono due termini greci che si riferiscono entrambi al tempo ma mentre il primo esprime un concetto più logico matematico, il secondo è contraddistinto da un carattere più psicologico/ soggettivo/ emotivo. Cronos ha a che fare con il tempo lineare, cosmologico e con il concetto di invecchiare (anni/età). Kairos prevede un più ampio raggio di introspezione ed ha a che fare col tempo sacro, storico, evolutivo e narrativo, la dove ci si può perdere nella circolarità del tempo, nei pensieri e nelle emozioni.
A metà fra questi due concetti (o meta-livelli) si interpone un altro meta-livello, quello del tempo rappresentazionale dove si trovano le percezioni-sensazioni del tempo:
Tempo Cinestesico: durata, resistenza, ritmi interni (battito del cuore/ respirazione), distanze da percorrere, velocità e prontezza della memoria nel ricordo ecc.
Tempo Visivo: rappresentazione della "linea" del tempo o del "cerchio" della vita ecc.
Tempo Auditivo: velocità e ritmi delle voci, la scansione del tempo con suoni tipo campane, sveglie, colonne sonore di film ecc.
Al di sopra di tutti quanti questi meta-livelli esiste un meta-meta-livello che considera il tempo sotto forma di concetto "romanzato", immaginato, dove si parla di eternità, di assenza di tempo, di circolarità, qui è dove ci si rifugia quando si cerca di definire il "sé" come essere.


Ok, arrivati fino qui e lette le varie ripartizioni del tempo in livelli e meta-livelli vi potreste chiedere: "ma che cavolo ce ne importa a noi di queste ripartizioni?"
Ebbene, sappiate che è importantissimo conoscere a quale livello si fa riferimento durante una chiacchierata con un amico ma ancora di più se si parla di PNL !!!
Nel libro "La Time Line della PNL" si parla anche di linguistica legata al Tempo e credetemi che molte delle formule linguistiche che utilizziamo tutti i giorni fanno riferimento alla ripartizione in livelli e meta-livelli. Non solo, proprio come nei livelli logici di Robert Dilts, nella Time Line Therapy si può sempre optare per passare da un livello a quello superiore o viceversa. Adottando questo sistema possiamo far percepire una esperienza più o meno intensamente anche dal punto di vista temporale. Vi faccio un esempio:
Vostra figlia di 14 anni vi dice: "...che palle anche stamattina devo andare a scuola!"
Voi potreste replicare: "E' vero...intanto che consideri per un attimo quante mattine hai passato e ancora passerai nell'arco della tua vita a scuola ...e quante invece ne passerai lavorando... non ti entusiasma sapere che con così poco impiego di tempo puoi ottenere un così enorme risultato evolutivo?... Dopo tutto le ore spese a scuola, confrontate a tutta una vita, sono meno del 10%... ed è quel 10% che ti offrirà grandi cose ora e in futuro...!"
Questo modo di trasporre l'attenzione da un punto circoscritto nel presente ad un più ampio ed affascinante processo che da risultati nel futuro porta immediatamente la persona che ascolta a compiere una serie di processi interni.
1) permette di vedere la propria vita da una prospettiva più ampia (meta-livello).
2) permette di ri-incorniciare il "problema" sotto una visione temporale più intima.
3) consente di perdere il punto di vista "problematico" e di organizzare un nuovo futuro basato su processi anziché vivere "step by step".

Con questo non voglio dire che l'esempio che vi ho fornito possa realmente risolvere il problema della lamentela mattutina di vostra figlia...eheheheheh ^_^


Un altro motivo per cui è importante, secondo me, la considerazione di diversi meta-livelli temporali è che si può facilmente "distorcere la nostra percezione del tempo!
Cerchiamo di capire bene cosa si intende per distorsione temporale intanto...
Prima di tutto sappiamo che ognuno di noi ha una soggettiva percezione del tempo e quindi possiamo subito dedurre che (orologi a parte) ognuno di noi trova lo scorrere del tempo un fenomeno variabile e non costante/lineare! Molto dipende dal livello o meta-livello che stiamo utilizzando e nel quale incorniciamo quella specifica esperienza.
Spesso mi chiedono se è possibile distorcere il tempo per far si che un ora sembri un minuto e la mia risposta è sempre SI !!!
Però, e questo ci tengo a precisarlo, sappiate che potete solo ed esclusivamente distorcere la VOSTRA PERCEZIONE del tempo... alla fine dei conti, quell'ora resta sempre un'ora ^_^
LA distorsione temporale è un processo talmente naturale che certe volte non ce ne accorgiamo nemmeno ma ognuno di noi sa quanto possano durare quei quindici minuti dal dentista !!!  La cosa più assurda però è che facciamo in modo che un evento spiacevole "duri molto tempo" e una esperienza piacevole la facciamo passare in un lampo. 
Sovente utilizzo la distorsione temporale per la fila in posta, perchè parliamoci chiaro... la detesto! Quindi faccio in modo che quel lasso di tempo appaia ai miei occhi qualche manciata di secondi. Al contrario quando sto vivendo un momento di completo relax, o sono in compagnia di persone piacevoli, distorco il tempo di modo che mi sembri un mese intero così da assaporare meglio tutte quelle splendide sensazioni che sto provando.
Qualcuno di voi si starà chiedendo: "...sì, ma come si fa????"
Ebbene quello che personalmente vi posso dire è che io ho "installato" questa "facoltà" su di me per via ipnotica e credo che sia la strada più corretta per ottenere dei risultati tangibili !!!
Tuttavia a coloro che sono interessati a strategie di installazione attraverso le sub-modalità consiglio il libro Il Tempo per Cambiare (scaricabile gratuitamente qui) 
(oppure qui).
Alcune persone riescono, attraverso l'utilizzo delle sub-modalità, a distorcere il tempo e a rimettere in ordine inverso le proprie rappresentazioni in modo che siano più funzionali, altre no. Ho spiegato questo tipo di tecniche più volte, solo che ho notato quanto in ambito ipnotico i risultati siano più palesi e duraturi. Con questo lungi da me voler andare contro quello che insegna il padre della PNL Richard Bandler, ma per correttezza in questo blog voglio riportarvi la mia esperienza con sincerità, senza presunzione ne falsa modestia.
Dopo tutto in una o due sedute d'ipnosi l'istallazione della distorsione temporale è ben radicata e, cosa ancora più importante, è installata a livello profondo (inconscio). Questo lo si può fare sia attraverso l'ipnosi conversazionale che quella "canonica", il risultato non cambia.
Altri modi di concepire la distorsione temporale fanno riferimento alla qualità del tempo speso, al valore che gli si da e all'intensità del vissuto durante l'esperienza. Come ormai dovreste aver compreso, il tempo non è percepito solo attraverso i minuti o le ore. Avrete sicuramente sentito dire: "...è tempo speso bene!"  oppure "guadagnare tempo"  e ancora "...ti ringrazio del tuo tempo"  "quando sto con te, il tempo vola!". Queste frasi non hanno solo a che fare con il tempo cronologico ma possono assumere connotazione di distorsione temporale in termini di qualità e valore... in altri termini "dare valore al proprio tempo".
Per essere ancora più chiari e precisi, potremmo dire che la modalità con la quale impieghiamo il nostro tempo è una sorta di distorsione naturale. C'è chi ha passato sei anni in cella ed ha ottenuto il rilascio e c'è chi, con gli stessi sei anni di carcere, ha ottenuto il rilascio ed una laurea...  cominciate a capire dove voglio arrivare vero? ...MOLTO BENE!!!  ^_^


Ma torniamo al nostro tema centrale...
la domanda adesso è: "Perchè si chiama Time Line???"
Una delle scoperte più affascinanti sull'argomento Tempo è che gli studiosi si sono accorti come ognuno di noi ha una rappresentazione-organizzazione del tempo che fa riferimento ad una "linea".  La più famosa distinzione è tra "throught time" e "in time".
Per throught-time si intende una rappresentazione del tempo come una linea che sta fuori dal soggetto, spesso da sinistra verso destra (passato-presente-futuro), e che caratterizza la sua organizzazione temporale in modo lucido e distaccato. Di solito le persone throught-time sono ben organizzate, puntuali ed hanno dimestichezza nell'organizzare le varie fasi di un lavoro o della vita. Venne attribuita questa particolarità alle popolazioni anglo-europee da 
James e Woodsmall (1988) in contrapposizione alle popolazioni arabe, soggetti in-time, ma vi ricordo che stiamo parlando di generalizzazioni e che ogni individuo è tale perchè unico nella sua specificità!!!
Con il termine in-time si fa riferimento a soggetti che rappresentano la propria linea temporale come una linea che li "attraversa" (li tocca) spesso figurandosi il passato alle spalle, il presente dentro di loro e il futuro di fronte. Sono individui che si gustano il momento, spesso in ritardo ma dal canto loro danno importanza a ciò che stanno facendo. Avendo il passato dietro le spalle non si curano di quello che è stato ma piuttosto vedono bene il futuro perchè difronte
a loro. Altre popolazioni che sono caratterizzate dall'essere in-time sono i popoli dell'America latina e spesso anche gli Italiani ^_^
Ovviamente ci sono altri modi per rappresentare la propria linea del tempo. Ho conosciuto soggetti che hanno la propria Time-Line a forma di spirale o di cerchio, come un boomerang o a forma di "S"... (io prima di lavorarci sù la rappresentavo a forma di Esse). Questo non significa che il loro rapporto con il tempo sia di maggior o minor effetto o efficacia, piuttosto conferma quanto siamo unici e complessi.
Il fatto di avere una Time-Line di una forma o dell'altra è un problema solo quando non è funzionale alla realtà che si sta vivendo. In PNL ci sono diversi sistemi per riportare, cambiare o riordinare la propria linea del tempo e spesso chi fa uso di queste tecniche cambia la disposizione in modo funzionale anche diverse volte al giorno.
Provate a pensare come sarebbe bello se poteste essere throught-time durante il lavoro ed essere organizzati tenendo in piedi tutti gli step della produzione, e poi quando tornate a casa, essere in-time in modo da potervi godere a pieno la vostra famiglia o i momenti con gli amici.
Questo è fattibilissimo!!! Basta trovare un operatore PNL di cui vi fidate ed il gioco è fatto ^_*
Ovviamente il primo passo da fare è conoscere qual'è la propria rappresentazione della Time-Line, ciò significa che se volete sapere come arrivare in un luogo dovete almeno sapere da dove partite...
Volete che vi racconti come fare ...vero???  eheheheh...OK!!!
1) Chiudete gli occhi e immaginatevi il vostro primo giorno di scuola...dove lo collocate nello spazio?...è difronte a voi? è a sinistra?... fatevi aiutare da un amico e quando "vedete" dov'è segnatelo.
2) immaginatevi adesso il momento della fine della terza media... dove lo "vedete" ? ...segnatelo e continuate così anche per il compleanno dei 18 anni... così via fino ad oggi e segnatevi tutti i punti rispetto alla vostra persona, non importa quanto lineare o zig-zag andiate, continuate tranquilli ^_^
3) immaginatevi il domani...quello che fate di solito la mattina per esempio... dove lo "vedete" ? segnatelo e poi continuate cosi anche per dopo domani, tra una settimana, tra un mese e tra un anno... immaginatelo senza ansia e con tranquillità...qualunque cosa sia...SEGNATELO!!!
4) adesso tirate i punti dal passato a futuro ed avete la vostra linea del tempo, quella con cui voi  interagite con il tempo.


Lo so che sembra un sistema molto empirico ma credetemi se vi assicuro che funziona benissimo. Ovviamente ci sono altri sistemi che si usano in PNL e che fanno riferimento alla linguistica utilizzata dal "cliente" durante le sessioni.
Alcuni esempi potrebbero essere i seguenti:


In-Time
"...me lo sono lasciato alle spalle"  " ho un futuro rosa difronte a me" 
"ho ancora molta strada davanti a me"   "...se guardo indietro nel mio passato..."


Throught-Time
"cerca di non perdere tempo"  "possibile che non sei mai in orario?"  
"facciamolo subito altrimenti..."  "oggi è una giornata piena d'impegni...alle 7:00 ho un incontro alle 7:50 il parrucchiere..." "...ora non ci riesco, mi stano tornando dei ricordi alla mente che solo se mi sposto ne vedo altri mille!"


La Time-Line Therapy è uno strumento davvero formidabile con la quale si possono fare cose meravigliose. Ci sono tantissime tecniche e strumenti utili per approcciare i più disparati e complessi problemi della vita. I libri che vi ho consigliato in questo post sono solo due degli innumerevoli testi che trattano l'argomento e ovviamente ci sono scuole di pensiero diverse. Questo mi fa tornare in mente che ogni tanto è bene che vi ricordi di stare con 
la mente aperta! Non prendete tutto per oro colato, abbiate la voglia di testare voi stessi, sono già troppi i creduloni e le persone che fanno fatica a voler utilizzare la propria testa!!!!
Nella mia esperienza con la Time-Line ho risolto alcuni casi di "brutti ricordi", ho eliminato ricordi opprimenti, ho riportato alla luce vissuti del passato attraverso considerazioni più potenzianti e nuove esperienze ridisegnando un futuro migliore e più opportuno... insomma abbiamo ottenuto quello che ci eravamo prefissi con i miei clienti. Ciò nonostante vi posso assicurare che questo tipo di studi è davvero ampio e i suoi impieghi sono dei più svariati.
Spesso si scambia la Time-Line Therapy con l'ipnosi regressiva e posso comprendere il motivo. In realtà le due tecniche si compenetrano e completano vicendevolmente da un certo punto di vista. Molti mi hanno chiesto se faccio ipnosi regressiva e la risposta è sempre "NO!Vi ricordo che non sono un terapeuta, sono un Coach e operatore PNL, mi interessa il come e non il perchè! E' vero che in PNL l'ipnosi e gli stati alterati di coscienza vengono utilizzati molto, ma l'ipnosi regressiva ha a che fare con altri presupposti. Trovo sia corretto aver moltissima esperienza e padronanza nella propria materia d'impiego ma trovo altrettanto importante essere onesto e dire quanto si conosce e quanto no. Ho già sentito troppe volte dire a qualcuno che sa come fare l'ipnosi regressiva... il problema non è questo...(di per sé è semplice)... il vero problema è la sua utilizzazione!
Ciò nonostante è più che ovvio incappare nelle famose "regressioni linguistiche", dopo tutto anche l'ipnosi conversazionale fa un ampio uso delle regressioni e spesso si utilizzano per accedere a fasi di trance più profonde "provate per esempio a ripensare su quello che avete appena letto adesso così che nel prossimo rigo possiate comprendere cosa avete appreso ora". Questa è una frase che crea molto disordine a livello di concetto di tempo e favorisce dei balzi temporali nel passato presente e futuro ^_^ . (rileggetela se non ci credete... eheheheh)
Quindi, mi raccomando, non fate confusione tra Time-Line e ipnosi regressiva vera e propria e anzi consiglio a tutti quanti siano incuriositi da quest'ultima tecnica di trovare un professionista competente ed esperto!!!


OK, io sono arrivato in fondo al mio post e spero vivamente di aver suscitato interesse su questo meraviglioso argomento. Mi auguro di aver fatto anche un po' di chiarezza benché mi renda conto che l'argomento necessita di molto tempo per essere digerito... credo comunque nell'aver dato con massima onestà una panoramica abbastanza ampia e che vi siate accorti quanto materiale ci possa essere in gioco.
Prima di finire queste righe vorrei rispondere a coloro che mi hanno fatto presente che nel mio blog non scrivo le tecniche utilizzate in PNL, proprio come fanno negli altri blog.
Punto primo perchè appunto ci sono altri blog che ne scrivono di nuove tutte le settimane.
Punto secondo perchè trovo che scrivere una tecnica di per sé non serva assolutamente a niente, se non per ammaliare i lettori...
Infatti trovo che quando le tecniche sono riportate nei libri, ci sia anche lo spazio sufficiente per spiegare i presupposti, gli utilizzi e le varie metodologie. Ma su un blog tutto questo lo trovo impossibile e inappropriato.
Punto terzo ho conosciuto diversi clienti che hanno provato a "compicciare" qualcosa da soli e dopo essersi accorti che non funzionano le tecniche si sono allontanati dalla PNL, per poi tornarci sopra solo grazie alla fiducia che riponevano nell'operatore che avevano scelto.
Sapete benissimo che per ulteriori informazioni i libri che vi ho consigliato sono un bel supporto e spero vogliate darvi l'occasione di essere curiosi e leggerli, lì ci sono spiegate tante tecniche e la materia è approfondita e coerente.
Punto quarto questo blog nasce dalla mia volontà di condividere punti di vista e opinioni personali, serve a me come a voi per saperne di più, approfondire e conoscere. I miei lettori, pochi ma buoni, sanno benissimo che questo blog è per tutti quanti e che mi piace parlare chiaro in modo che tutti possano comprendere bene, e sanno anche che non manco mai di consigliare libri e approfondimenti vari.
Spero vogliate scusarmi della digressione/polemica... ci tenevo tanto a precisare ^_^
Se avete domande...
Se volete lasciare un commento...
o più semplicemente se avete gradito
Scrivete pure qui sotto e appena possibile vi risponderò ^_^


Vi lascio con un abbraccione ed un augurio di buonissima estate a tutti quanti...
Ciao
Caru

10 giugno 2012

Dicono di Me

Questa pagina del mio CaruBlog vuole essere un modo per far comprendere ai miei lettori come la PNL possa essere impiegata per far assaporare la vita in modo molto più entusiasmante. So perfettamente che quando si pronuncia la parola 
"programmazione neuro-linguistica" si corre il rischio di essere presi per venditori, manipolatori e personaggi poco raccomandabili eheheheeheh ... 
questo perchè spesso la PNL viene utilizzata a scopo di lucro o solo per aggirare gli ostacoli durante una trattativa d'affari, oppure per vendere qualche corso di formazione e di crescita personale ad aziende che hanno bisogno di investire nella formazione dei manager...
So benissimo cosa succede se si digita la parola "PNL" su un motore di ricerca e conosco altrettanto bene qual'è il risultato delle prime dieci pagine... anche io come voi all'inizio facevo così e sono incappato in "meccanismi alquanto stravaganti" ^_^
Vorrei far presente però che ogni strumento può essere utilizzato in diversi modi e che è assolutamente sbagliato accusare lo strumento, se mai ci si può limitare a discuterne l'impiego!
Durante gli anni ho ricevuto diversi feed back dai miei clienti e allievi, qui di seguito ne riporto solo alcuni che a mio avviso portano con sé informazioni importanti. Ovviamente tutti coloro che vengono citati hanno dato la disponibilità ad essere pubblicati ma per correttezza, non riporterò mai il nome e ho tagliato delle parti troppo confidenziali, lasciando solo il senso di quello che a mio avviso deve trasparire.
Vorrei sottolineare che il lavoro che svolgo non ha a che fare solo con il rapporto 
operatore-cliente e qui di seguito sarà palese quanto chi opera nel mio settore abbia a che fare sopratutto con PERSONE!!!
Quando si tratta professionalmente la PNL, il coaching,  la musica (musicalità corporea) e tutte le altre forme di crescita personale non ci si può fermare a pensare meramente ai soldi!  Facendo così si rischierebbe di perdere tutta quella parte del rapporto di fiducia e crescita implicito nella vita delle persone con cui stiamo lavorando.
NON ho intenzione di farmi della semplice pubblicità, sebbene  la migliore forma di riconoscimento sia l'effettiva efficacia del proprio lavoro, ho l'intenzione di rendere palese come alcuni "trattamenti" possano davvero fare la differenza.
Voglio anche "togliermi un sassolino dalla scarpa" dicendo che non ho assolutamente niente contro gli Psicologi, gli Psichiatri o i medici in genere...anzi!  Da parte mia c'è molto rispetto di queste professioni e non manco mai di condividere, con i miei amici psicologi, le informazioni e le tecniche usate in PNL. Troppo spesso si sentono e si leggono frasi di accusa contro questa o quella professione e, a parer mio, non fanno altro che alimentare la confusione e la cattiva informazione. Tuttavia è anche giusto sottolineare che in Italia non esiste ancora una vera e propria categoria riconosciuta per quanto riguarda la programmazione neuro-linguistica e questo va a discapito di molte persone che ancora oggi non riescono a comprendere quanto possano beneficiare della PNL. In America e in larga parte degli stati europei il ruolo del "piennellista" è più che accreditato e da parte della popolazione c'è piena fiducia nelle tematiche trattate dalle materie che la PNL approfondisce ormai da più di 40 anni. Stesso discorso vale nel ambito dell'ipnosi. Pensate che  in buona parte degli Stati  americani il ruolo del ipnoterapeuta è riconosciuto, e lo statuto scritto tra il 1968 e il 1969 dal doct. John Kappas dice che un ipnoterapeuta può trattare ufficialmente ogni caso proposto dal cliente a meno che non abbia gravi disordini cognitivi o emotivi.  Questo la dice lunga su quanto siamo indietro nel nostro paese... se poi ci mettiamo nel mezzo che in America per essere ipnoterapeuta non bisogna essere necessariamente laureati... la dice ancora più lunga!!!
Ma torniamo a noi e alla ragione di questo mio post... riassumendo:
il materiale qui sotto riportato fa parte di feedback che ho ricevuto negli anni e serve esclusivamente per prendere visione di quello che la PNL può fare.
Non troverete descrizioni di tecniche o concetti, piuttosto verrete a contatto con percezioni ed esperienze di chi ha lavorato con me alla ricerca di risultati.
I soggetti che hanno scritto appaiono solo con iniziali ed età, sebbene mi abbiano dato il loro permesso per essere pubblicati.
Mi fido della vostra buona educazione e della vostra solidarietà nel leggere i seguenti scritti rispettando le vicende che trapelano, dopo tutto si parla di vita VERA!
Sappiate che ci vuole un bel coraggio per condividere le proprie vicende e metterle alla mercé di tutti... quindi abbiatene cura.


OK si parte...

Per quanto riguarda la prima testimonianza, avendo lavorato con un bambino di 10 anni i feed back che ho ricevuto sono stati scritti dalla madre e per correttezza, anche se mi ha dato il consenso a riportare quanto scritto, ci tengo a rispettare la loro privacy quindi riporterò le iniziali e l'età della madre ma per quanto riguarda il bambino lo chiamerò "GIGI".
Io ho cercato di non alterare mai il loro modo di scrivere, mi sono limitato sostanzialmente a fare dei piccoli tagli... mi sembrava giusto che ognuno potesse raccontare la propria storia utilizzando le parole che meglio ritenevano esprimere l'esperienza trascorsa.
Tutte le altre testimonianze sono di seguito
Buona lettura...




G. C. 38
ho portato GIGI da te per puro caso perchè, per caso, ho letto un depliant pubblicitario sotto il tergicristalli della mia auto, caso molto strano direi visto che i depliant lasciati sulle auto non li guardo mai!!!!
Ho portato GIGI da te perchè tu sei un insegnante di musica e perchè so per certo che GIGI  ama la musica!....sono venuta da te spiegandoti quali fossero le difficoltà di GIGI e con la paura di un tuo rifiuto, considerato che altre persone già avevano espresso di aver problemi a trattare con mio figlio e i suoi handicap. L'ho portato da te perchè tu potessi insegnare un pò di musica a  GIGI , e non mi importava in che modo, io volevo solo fare ciò che credo che ogni genitore debba fare per il proprio figlio: assecondare e aiutare a sviluppare le attitudini del proprio figlio. 
Io sò benissimo che GIGI non diventerà mai un grande musicista perchè il suo handicap non glielo permette ma, cavoli, non mi sembra questo un motivo valido per non favorire lo sviluppo delle sue attitudini!!!!!GIGI ha iniziato a venire a lezione da te alla fine del 2010 e, quasi da subito, lui è cambiato...il suo livello di attenzione è aumentato e la sua capacità espressiva è anch'essa migliorata!...i suoi miglioramenti sono stati così visibili che anche le sue insegnanti, durante il PEI intermedio di gennaio, l'hanno detto...che smacco è stato per la neuropsichiatra, per l'assistente sociale con tutti i suoi educatori, e per la logopedista!!!!!!
Caruso, avresti dovuto vedere le facce della neuropsichiatra, dell'assistente sociale e della logopedista durante il PEI mentre le insegnanti parlavano del miglioramento di 
GIGI .
Io in quell'occasione non ho potuto fare a meno di raccontare il percorso che  GIGI  ha iniziato con te! In verità io sapevo perchè GIGI fosse cambiato e non volevo che si prendessero loro un merito che non era certo loro!
Io credevo di portare semplicemente
 GIGI a fare delle lezioni di musica da te, in realtà abbiamo iniziato un percorso di crescita che non ha riguardato solo GIGI ma che ha coinvolto anche me. Certo era inevitabile che io venissi coinvolta visto che non c'è niente di più importante per un bambino dei genitori e del rapporto con loro.
In realtà 
GIGI è cambiato così tanto e così rapidamente perchè anch'io ho iniziato a cambiare e con me è iniziato a cambiare anche il rapporto che io avevo con lui. Piano piano ho imparato a porre attenzione a cose che prima non vedevo e a non dare troppa importanza ad altre.
Quando ti ho portato
 GIGI la prima volta per me era come se ti avessi portato una macchina difettosa, ma tu non lo guardavi come una macchina difettosa ma come se fosse perfetto e così, attraverso i tuoi occhi, io ho imparato a guardare GIGI come se fosse perfetto così com'è! All'inizio non capivo perchè lo guardassi come se fosse qualcosa di bello da guardare perchè per me era sempre come una macchina difettosa, io non capivo ma ero curiosa e, piano piano, ho cominciato a vedere tutto ciò che c'è di bello in lui e adesso lo trovo una creatura così meravigliosa che non mi importa se è un bambino portatore di handicap!!!
Sai, io lo sò che
 GIGI è un individuo a sè con una volontà tutta sua e che io lo devo trattare come tale ma, per me, quando una persona fa una carezza o un gesto gentile a GIGI io lo sento come se lo facesse a me, così come se qualcuno tratta male GIGI e come se trattasse male me.
Ricordi quella volta che tu hai preso un foglio di carta e lo hai strappato in piccolissime parti, poi le hai racchiuse fra le tue mani e infine le hai buttate per aria?!...non sò se ti ricordi...forse ti ricordi la faccia stupita e contenta di GIGI...non sò però se hai guardato anche la mia perchè se l'avessi vista, avresti potuto osservare la stessa espressione stupita e contenta!...quella volta mi sono sentita come se avessi io 10 anni e come se al posto di GIGI  ci fossi io!!!
Se sposto la lancetta del tempo indietro di un anno ti assicuro che non mi riconosco, io non avrei mai potuto credere di poter cambiare in questo modo e adesso sono contenta e non vorrei più smettere di cambiare perchè per me questo cambiamento ha voluto dire crescere ed io non vorrei più smettere di crescere. Questa mia voglia di cambiare è così grande che è come se avessi fame di crescere!!!
Sarò sempre grata a Dio o al caso, che mi ha portato non solo a leggere un banalissimo depliant sotto il tergicristalli della mia auto, e poi a telefonare, perchè in questo modo io e 
GIGI abbiamo conosciuto un nuovo modo di vivere!

L.P. 37
In seguito alla malattia e alla morte ravvicinata dei miei genitori, ho sofferto per due anni di diversi disturbi quotidiani, quali depressione, agorafobia, attacchi di panico, insonnia, difficoltà a concentrarmi, a scrivere, tachicardia, e altro ancora. Insomma, un disastro. 
Dal momento che la mia vita si era trasformata in un inferno, e che questo aveva delle logiche ripercussioni sul mio rendimento lavorativo, mi ero rivolta a due psicologi, a distanza di un anno dal altro, senza però trovare alcun giovamento. Sapevo poco e niente della PNL, soprattutto non ne conoscevo l’uso "terapeutico", così, quando conobbi Caruso, che mi accennò al fatto che tramite questa disciplina fosse possibile trovare un po’ di sollievo, decisi
di provare. L’esito fu incredibile. Ricordo che, per la prima volta, le parole di qualcuno, in risposta a ciò che raccontavo della mia situazione e dei miei sintomi, non mi suscitarono fastidio, portandomi alla chiusura. Per la prima volta, qualcuno mi disse le cose che avevo bisogno di sentire, senza che me ne fossi mai resa conto prima. E con un tono di voce e un’impostazione che la mia mente riuscì ad accettare. Fu un po’ come un unguento lenitivo, sopra una ferita infiammata da molto tempo. Mi piacque l’approccio professionale ma umano di Caruso. Con lui non mi sentii un “soggetto”, ma una persona. Soprattutto, il modo da lui adottato di affrontare il problema, anzi i problemi che mi avvelenavano la vita, fu completamente diverso da quelli da me già sperimentati, e invece di spingermi a erigere il muro che ero solita erigere quando qualcosa mi infastidiva, riuscì a farmi vedere le cose in modo diverso, o meglio, riuscì a sciogliere ciò che credevo fosse diventato una montagna
insormontabile di difficoltà. Lavorammo sulla mia incapacità di dormire, sull’agorafobia, sul mio terrore di prendere mezzi pubblici, la mia visione di me stessa. In seguito a quella seduta (lo ricordo come fosse ieri), feci la prima dormita serena dopo due anni. E dopo quel giorno, non ho più sofferto di insonnia, di attacchi di panico, di tachicardia, ho ricominciato a prendere treni e mezzi pubblici senza problema. Ora che sto bene, mi domando come abbia fatto a vivere in quello stato per due anni.



A.G. 43
Dire di averti incontrato in un periodo particolare della mia vita, alla luce della sincronicità  di Jung, assume un senso preciso, il mio percorso doveva cominciare in quel momento, perchè altrimenti si sarebbe arrestato, come è successo con gli altri precedentemente intrapresi.
Dare una definizione di quello che sei stato per me è praticamente impossibile, hai attraversato molte fasi,comunque in tutto questo sei stato un punto di riferimento fisso e costante. La tua dedizione allo studio è la prima cosa che mi ha colpita di te, io ti invidiavo, pensavo -"ma come caspita fa, a ricordare tutto quello che legge e tirarlo fuori al momento opportuno?" conoscendoti meglio, poi mi sono resa conto del coinvolgimento che ci metti nell'apprendere, dell'arte che hai nel saperti tuffare in un libro, assorbirlo, rielaborarlo ed "usarlo" nel quotidiano, e tutto questo è passione, non si insegna.

Ho quindi appreso da te che la lettura veloce ed approssimativa non ha senso, ma che c'è bisogno di fermarsi e leggere e rileggere anche un solo rigo, senza muoversi da li finché non è diventato "tuo". Chiaramente non ne sapevo assolutamente niente di pnl, e quindi ogni tanto toccava bussare alla tua porta per avere delucidazioni, e ricordo molto bene anche le tue aspre risposte, che li per li mi facevano arrabbiare ovviamente, ma inconsciamente mi spronavano a cercarmele da sola quelle risposte, per poi tornare da te e schiaffartele in faccia, orgogliosa più di prima, e invece, senza accorgermene, avevo fatto il tuo gioco, mi avevi risvegliato la curiosità e soprattutto mi avevi fatto scoprire la felicità di cercarsi le risposte da soli. Questo vuol dire insegnare ad una persona a crescere!
Ricordo ancora la prima volta che mi parlasti di fisica quantistica (che solo il nome mi faceva girare la testa) e mi son detta -no, basta, questo è troppo, qui si esagera- ehehehehe non ci posso pensare senza sorridere, non avrei mai immaginato che mentre andavo avanti nel mio percorso mi ci sarei trovata da sola davanti alla quantistica, e mi sarei appassionata così tanto da iniziare ad allargare gli orizzonti e a scoprire da sola tutti i collegamenti con la pnl e con Jung e la logica fuzzy.
La tua dedizione allo studio è stato uno sprone per me, io, lontana anni luce dal fare una cosa per bene, dall'iniziarla e finirla, ho imparato da te il valore della conquista di ottenere un risultato e di valorizzarmi per questo, di dare un senso alle cose che faccio e al come le faccio. Ho  così iniziato a fare delle scelte, anche il mio tempo valeva qualcosa.
Avevo sete di conoscere,di assorbire. mi incuriosiva il tuo modo ordinato di intraprendere un discorso, che li per li sembrava vago, quasi inadeguato, ma che invece era solo un tremendo giro di giostra che, senza farsene accorgere, conteneva in se il tesoro che volevi trasmettere, il cambiamento che io cercavo...e che alla fine dei giochi, piantavi dritto nel subconscio. 
Ora lo so , ora che ho un minimo di conoscenze posso capire cosa stavi in realtà facendo, ma ora so anche che tu lo fai in un modo molto personale, credo che tu abbia un qualcosa di naturale , la tua eccellenza è proprio questa precisione meticolosa, questa lucidità interna, l'equilibrata presenza nel qui e ora. e di conseguenza, questo tuo modo di affrontare la vita e relazionarti con gli altri risulta molto caratteristico e particolare.

F.P. 19
"C'è tanta roba da fare!" è una delle frasi che mi sento dire più spesso da Caruso. 

Ci si aspetterebbe di trattare solo di musica a delle lezioni di batteria ma non è così. Gli argomenti che affrontiamo sono tanti, molto vari e tutti interconnessi tra loro. Grazie alla cultura che Caruso ha coltivato negli anni e che continua ad accrescere affrontando tematiche che vanno dalla musica ( non sono ancora riuscito a fare una stima precisa degli strumenti che suona) alla PNL, negli ultimi tempi sta appassionando anche me. Le capacità che Caruso ha affinato riguardo la PNL fanno si che riesca a capire, attraverso il linguaggio del corpo, ciò che pensano gli allievi in modo da poter gestire al meglio le lezioni. Il suo metodo di insegnamento mira a sviluppare l'estrosità e la creatività di ogni suo studente e, quindi, a non rilegare quest'ultimo dietro libri o metodi pieni di esercizi già scritti. Inoltre ci spiega, con un'ottima proprietà linguistica, come riuscire a focalizzare e schematizzare ciò che ci interessa, come riuscire a superare le 'limitazioni' che ci poniamo e, come poter cambiare i nostri stati d'animo attraverso piccole accortezze. Nell'ascoltare e osservare Caruso durante le lezioni ho scoperto di avere molti interessi oltre la batteria, ora mi appassiona anche la linguistica, la PNL e l'Ipnosi. Tutto questo fa parte di un percorso che sto facendo insieme ad un'insegnante che mi ha dato, e che mi darà, molti spunti per temi nuovi. Ho imparato che ogni argomento può essere approfondito sempre più, può essere osservato da vari punti di vista e può essere valutato in tutte le sue sfaccettature.

L.G. 21
Ho conosciuto Caruso Colzi nell'ottobre 2003, è la persona che mi ha fatto conoscere la musica e i diversi modi con cui una persona ci si può rapportare, mi ha sempre ricordato che il percorso che stavo facendo con la musica doveva necessariamente passare dalla mia personalità e dalle mie emozioni. Durante le lezioni mi sono emozionata ogni volta, sono usciti fuori i miei lati migliori e quelli peggiori, man mano che Caruso mi insegnava ad affrontare gli esercizi e gli errori in musica,  mi scontravo sempre con qualche lato del mio carattere che poteva essere migliorato, in qualche blocco mentale, qualche "muro"... con lui ho affrontato anche quelli, sempre attraverso la musica.
Caruso mi ha sempre ascoltato e mi ha sempre risposto, a 13 anni succedeva che mi sentissi un po' la regina dell'universo e ogni tanto me lo ricordava che ancora ce ne sarebbero state tante da passare... In ogni caso per me era fondamentale questo scambio, ultimamente ho anche pensato che ha un po' colmato quei momenti in cui un genitore non sa bene da che parte rifarsi quando una ragazzina entra in quel periodo della vita.
I consigli di Caruso sono serviti per superare altre piccole sfide della vita di tutti i giorni e senza accorgermene col tempo hanno funzionato anche in musica.
Non era semplice affrontare ogni settimana i miei difetti caratteriali, proprio quelli che mi limitavano in ogni occasione...una tragedia ogni lezione, il lato positivo è stato che in quel periodo quando dovevo affrontare la scuola, gli amici e la famiglia mi sembrava di essere fortissima e di poter sopportare tutto!
Ci sono stati diversi scalini musicali e personali e Caruso mi ha insegnato come concentrarmi con la musica e quindi controllare la mia parte che pensa a mille altre cose mentre sto suonando. Ogni tanto mi lascia  un quarto d'ora-venti minuti per farsi dire come va la mia vita, e visto che praticamente sempre mi lamento, Caruso mi riporta coi piedi per terra, trasforma il mio discorso ingarbugliato in un concetto semplice e mi regala un po' di energia.

Va da sé che queste testimonianze sono una piccola parte di quelle che puntualmente mi arrivano. Ho voluto riportare queste in particolare perchè le ritengo abbastanza eterogenee fra loro, sia come linguaggio sia come esperienze. Ho optato per non riportare i casi più struggenti o quelli più facili ed il motivo è lo stesso... voglio sapere che l'intensità delle cose scritte sia valutato con tranquillità, senza intromettersi troppo nella vita degli altri e senza dare occasione di poter fare facili commenti.
Spero che abbiate gradito e che in parte vi siate riconosciuti in qualche passaggio, questo significherebbe che anche voi state crescendo e migliorando ogni giorno... e se è così, siete sulla buona strada ^_*


Vi vorrei lasciare con una sorta di mantra che può essere praticato una ventina di volte al giorno e che da davvero i suoi frutti!
Fa parte di un metodo di "auto-suggestione" che ha diversi anni e l'autore porta il nome di




Un abbraccio
Caru ^_^

27 marzo 2012

Ipnosi di Massa e Livelli Neuro-Logici

Salve a tutti e ben tornati sul mio CaruBlog.
L'argomento che ho intenzione di trattare oggi é l'Ipnosi di Massa e le sue applicazioni nella nostra società. 
Come mia consuetudine mi impegnerò ad esporre l'argomento in modo chiaro e semplice, senza entrare in particolari troppo specifici, così da essere compreso dal più alto numero di lettori. Cercherò anche di creare un legame tra l'ipnosi di massa e i Livelli Logici di Robet Dilts. A tal proposito consiglio, coloro che non l'avessero letto, di dare una "sbirciatina" al post che parla di questo strumento che Dilts ha elaborato ed affinato attraverso gli studi di Gregory Bateson.
(link al post sui LIVELLI LOGICI)  ...oltre alle informazioni che mi propongo di darvi vi consiglio un video (in fondo al post) che tratta l'argomento in modo molto dettagliato. Mi scuso anticipatamente, purtroppo ho trovato solo il video originale in lingua inglese, se qualcuno di voi trovasse la versione italiana segnalatemelo e provvederò a sostituirlo. 
E adesso partiamo dall'inizio...

Premetto che userò delle parole che potrebbero essere fraintese e a tal proposito vorrei fare chiarezza. La parola "induzione" sta a significare la metodologia con la quale il soggetto viene portato dall'ipnologo in uno stato di trance. Invece, la parola "trance" sta ad indicare lo stato di massima ricettività alle suggestioni ipnotiche (un sinonimo è: stato ipnotico).
Dopo aver impiegato diverso tempo nello studio dell'ipnosi mi sono reso conto che, benché le modalità d'approccio alle varie induzioni siano molto diverse fra loro, lo stato di trance ipnotica favorisce una naturale assimilazione di suggestioni a livello profondo. Ciò sta a significare che la tecnica usata per portare una persona in stato di trance non altera le possibilità dell'utilizzo dello stato stesso. Mi spiego meglio con un esempio: 
tutti noi conosciamo gli ipnotisti da palcoscenico e spesso li abbiamo visti fare cose strabilianti con soggetti presi volta volta dal pubblico. Talvolta abbiamo riso e talvolta siamo rimasti colpiti dalle numerose potenzialità che l'essere umano ha durante lo stato ipnotico. Ovviamente per motivi scenici l'ipnotista crea delle storie buffe sul palcoscenico per far sì che il pubblico possa divertirsi e passare un'oretta spensierata a teatro durante lo spettacolo. In realtà però, quelle "storie buffe" spesso sono suggestioni che il performer dissemina per i soggetti che vuole mettere in trance e, benché non ce ne accorgiamo, queste suggestioni sono molto più importanti dell'induzione stessa. L'ipnoterapeuta invece ha a che fare con problemi di carattere personale del paziente e non può mettersi ad intrattenerlo come fosse in teatro. Questo lo fa agire in modo molto più professionale e "serioso" nei confronti dell'induzione che utilizza, quindi prepara un percorso diverso per mettere la persona in trance rispetto all'ipnotista da palcoscenico. Al di là del fatto che il primo sia più scherzoso e l'altro sia più serioso il risultato dell'induzione ipnotica rimane lo stesso, ovvero si porta il soggetto ad uno stato di trance. Infatti l'unica differenza che c'è tra uno spettacolo di ipnosi e una terapia ipnotica è proprio l'utilizzo dello stato di trance.
Questo concetto è stato ampiamente dimostrato da Alex William Smith conosciuto con il nome d'arte Jonathan Royle , abile ipnotista da palcoscenico e ipnoterapeuta, insegnante di molti dei più famosi ipnotisti e mentalisti fra i quali anche il famosissimo Derren Brown.
Jonatha Royle nella sua esperienza di oltre 20 anni ha più che confermato quanto le induzioni da palcoscenico possano essere utilizzate anche per scopi terapeutici, sottolineando quanto sia importante il meccanismo di utilizzazione dello stato di trance più che la dinamica con cui si conduce un soggetto in tale stato. Anche il famosissimo Anthony Jacquin, nel suo libro "L'ipnotista, come ipnotizzare chiunque subito", scrive che è assolutamente insensato perdere l'occasione di utilizzare uno stato di trance per immettere suggestioni positive nel soggetto.

Questa breve introduzione a prima vista può essere fuorviante se consideriamo il titolo del post. Vi potreste chiedere: 
"ma che cavolo centra l'ipnosi di un soggetto con l'ipnosi di massa?"
Ebbene aver chiarito questo punto mi da l'occasione di farvi riflettere su come possa essere ininfluente un'induzione rispetto all'altra, e possiamo focalizzare l'attenzione sull'utilizzazione degli stati di trance. E' vero però che un'induzione ad un singolo soggetto può non essere efficace se applicata ad una massa di soggetti... e qui entra in merito il caro vecchio Robert Dilts, con i suoi livelli logici ^_^
Per i più esperti della lingua inglese che riusciranno a seguire il video che ho postato qui sotto, sarà più facile comprendere perché si parla di livelli logici ma, state tranquilli "o voi" che l'inglese non lo conoscete, cercherò di essere particolarmente chiaro ed esplicativo.

Già dall'inizio del secolo XX l'ipnosi comincia ad essere utilizzata in modi veramente stravaganti e non parlo solo degli spettacoli. A cavallo delle due guerre mondiali gli scienziati hanno sperimentato di tutto e di più per quanto riguarda la suggestionabilità delle masse. Ebbene uno dei modelli più diffusi è il seguente:

  1. Portare un gruppo di soggetti in un ambiente completamente diverso da quello di loro provenienza.
  2. Dare delle regole di comportamento che siano uguali per tutti e che siano rispettate.
  3. insegnare e valorizzare nuove capacità che risultino utili ai fini scelti in partenza.
  4. Creare un sistema di credenze e valori che siano connessi con gli obiettivi che ci si propone di raggiungere.
  5. Reimpostare una nuova identità di gruppo e dei singoli soggetti.
  6. Avvalorare questo tipo di percorso attraverso un credo più alto, qualcosa che vada   oltre se stessi.

Ora, per coloro che hanno più confidenza con i livelli logici di Dilts, sarà saltato all'occhio subito l'ordine delle parole che ho scritto qui sopra in grassetto.
Ebbene sì, uno dei meccanismi più utilizzati per controllare le masse o per forgiare nuovi gruppi di adepti ha a che fare proprio con questo tipo di percorso.
Ovviamente le famose regole dell'ipnosi sono ampiamente utilizzate durante lo svolgersi di queste pratiche. Ma vediamo quali sono le regole ipnotiche tirate in ballo...

-Identificazione: far identificare i soggetti in un nuovo ordine di idee.
-Associazione: associare tutte le attività ai "grandi" ideali proposti.
-Azione: fare agire con nuove procedure i soggetti.
-Ripetizione: per fissare le azioni a livello profondo e per far sì che divengano automatiche/naturali.
-Rinforzo: si potenziano le suggestioni portandole ad un livello di profondità tale per cui i soggetti agiranno d'istinto con i nuovi paradigmi "suggeriti" e sosterranno a loro volta il "nuovo sistema d'organizzazione".

Ovviamente sono molte di più le "armi" utilizzate ai fini dell'ipnosi di massa, ma queste già sono sufficienti per dare l'idea delle connessioni tra l'ipnosi di un singolo individuo e l'ipnosi di massa.
Queste tecniche vengono utilizzate da molti guru e santoni nelle loro comunità, da organizzazioni a scopo di lucro che attirano a loro "fiumi" di persone che si aspettano qualcosa in cambio, da organizzazioni religiose e anche dall'esercito.
Forse per comprendere meglio e più semplicemente l'efficacia ed il funzionamento di queste tecniche di ipnosi di massa, sarebbe il caso di fare un esempio proprio con le forze dell'esercito.
Cercherò di rispettare la scaletta qui sopra esposta facendo in modo di chiarire come queste strategie vengano messe in azione meticolosamente:

  1. Vengono reclutati ragazzi e ragazze coetanei previo test e idoneità fisica e psichica.
    Il loro primo compito consiste nel raggiungere un luogo isolato, completamente diverso dall'ambiente familiare e fatti vestire  tutti uguali, in modo da perdere controllo sull'ambiente e ritrovarsi etichettato con un "numero" piuttosto che un nome (prima perdita di identità personale e acquisizione di identità di gruppo).
  2. Vengono date loro delle regole di condotta assai diverse dalla normale ruotine di tutti i giorni, il loro comportamento viene tenuto sotto stretta osservazione da ragazzi più anziani che prima di loro hanno avuto lo stesso addestramento. Orari, modalità d'approccio, linguaggio e posture vengono cambiate radicalmente. Qui ha inizio quel famoso meccanismo che si chiama sovraccarico (overload) e che serve a far sì che le reclute siano più recettive agli ordini (suggestioni).
  3. Vengono insegnati alle reclute nuovi atteggiamenti, nuove materie, nuovi compiti, spesso molto lontani dalle normali mansioni che avevano nella società "civile". Utilizzo delle armi, abilità fisiche, abilità psicologiche, tutte capacità che divengono necessarie per ultimare l'addestramento nei termini richiesti. Ovviamente queste attività sono supervisionate dai più anziani. Questo tende a far avere nuove competenze alle reclute che si possono riconoscere in nuovi ruoli assegnati, e per i più anziani la supervisione lavora sul rinforzo dei valori.
  4. Attraverso il linguaggio, le abitudini, i comportamenti ormai appresi e ripetuti, le attitudini e le posture diverse, si innescano stati emotivi che facilitano il cambio di valori e credenze, si comincia a dimostrare ed apprezzare la vita militare, la sua durezza e a dare importanza al concetto di combattere a tutti i costi. Questo passo è molto importante perché c'è una vera e propria rivoluzione interna e si verifica attraverso l'accettazione di ideali nuovi che sembrano assai migliori di quelli vecchi.
  5. Il processo del cambio d'identità è per così dire ormai inevitabile, alla richiesta del comandante "chi sei ragazzo?" si risponde immediatamente "Soldato Tal dei Tali Signore". Il processo di formazione di identità soldato è ultimata quando dopo "ripetizioni" e "rinforzi" dei meccanismi appresi si è disposti ad assumersi la propria dose di responsabilità.
  6. L'ultimo passo forse è il più importante in questo caso specifico. Vi immaginate se un ragazzo che si sente un soldato volesse andare in guerra e appena arrivato a destinazione facesse dietro-front cosa accadrebbe? In questa fase è importante inculcare nell'identità soldato qualcosa di più elevato di lui. Potrebbe essere l'amore per la patria, l'amore per il corpo militare a cui si appartiene o più semplicemente si può inculcare il fatto che si debba morire piuttosto che arrendersi e continuare a combattere per la LIBERTA'. A questo punto il percorso di quel ragazzo che era partito da casa molto tempo prima è concluso. adesso è un soldato convinto, pronto a morire per la patria, pieno di nuove risorse, comportamenti, capacità. 
Ovviamente nell'addestramento non possono mancare la "ripetizione" come costante di apprendimento, il "rinforzo" come motore che dia d'importanza alle scelte, la "identificazione" totale nel proprio ruolo e la "associazione" ad un gruppo (camerata, corpo militare, reggimento ect.)

Con quanto scritto sopra NON voglio dire che fare il militare sia male o bene, lungi da me giudicare o criticare. Certamente il mio pensiero è lontano dal concetto che la guerra sia un bene. Ma in questo post voglio solamente focalizzare l'attenzione sulla particolare metodologia d'approccio che, per anni e anni, ha funzionato a più livelli e in diversi continenti, forgiando schiere di uomini pronti a combattere e morire. Benché fossero partiti con poche speranze o poche risorse, adesso vengono considerati, per primi da loro stessi, uomini nuovi con uno scopo nella vita. Ripeto non sto a sindacare su ciò che è bene o ciò che è male. Però è inevitabile che i risultati di cambio d'identità, comportamento, capacità, ambiente e credenze essendo così marcati e ben riusciti possano portare a chiedersi come potrebbe essere utilizzato questo metodo per procurare benessere su questo pianeta, piuttosto che milizia e guerre! Non dimentichiamoci però che questi metodi, magari in modo meno palese, vengono impiegati su molti fronti, per citarne alcuni, il controllo della popolazione attraverso l'economia, l'informazione, la politica, e solitamente tutelano chi ha in questo caso il ruolo di "ipnologo" e meno coloro che sono i "clienti".
Ovviamente ci sono casi in cui l'ipnosi di massa è usata (parole loro) "per il bene della comunità" e in questi casi si tratta di comunità pseudo religiose, gruppi di seguaci di guru ect.  Scusate se ripeto, NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE ERIGERMI AL DI SOPRA DELLE PARTI, anche io come voi sono succube, in un modo o nell'altro di schemi di apprendimento dettati da "grandi pensatori" che sostengono che l'uomo libero potrebbe fare più danni che la grandine. Credo però fermamente che sia importante divulgare più informazioni possibili a tutti coloro che abbiano orecchie per intendere. I diversi punti di vista e la condivisione negli ultimi anni sono forse stati la più grande risorsa che ho conosciuto. Questo anche attraverso internet che, come strumento, non può essere criticato, semplicemente possiamo criticare l'utilizzo che ne facciamo (e credetemi se vi dico che anche nel web c'è tantissima ipnosi di massa!!!). Credo molto nel rendere palese questi argomenti il più possibile perché ognuno di noi prenda coscienza di quanto siamo suggestionabili e indifesi.
Ricordatevi che molti dei più grandi ipnologi e ipnoterapeuti sostengono che l'ipnosi sia il "secondo lavoro più vecchio al mondo" ^_^

E ora parliamo pure della scuola... ambiente che mi è tanto caro!
Molti dei miei insegnanti mi hanno "forgiato la testa" con le loro materie e i loro punti di vista e solo ora, a distanza di anni, mi rendo conto che hanno impiegato un sistema molto simile a quello esposto sopra. Mi sono trovato in un ambiente a me non familiare (la scuola) e mi è stato dato una condotta da rispettare (comportamento). Mi hanno insegnato nuove cose che hanno arricchito le mie capacità e stravolto quello che pensavo fosse l'uomo, la terra, la vita. Hanno condiviso con me ideali, credenze, valori, in modo da farmi conoscere meglio chi sono e formarmi una mia identità. Il bene dell'essere umano, delle popolazioni tutte, la conoscenza e la cultura, la libertà, sono cose per cui adesso vivo e in cui credo. Sono profondamente grato a questi professori...una in particolare è la mia "seconda mamma" PAOLA!
Mi sto chiedendo se anche a voi è successa una cosa simile... Se anche voi avete avvertito che alcune persone vi abbiano cambiato, anche semplicemente attraverso le ripetizioni costanti, giorno dopo giorno...
Ebbene, cari miei, anche questa è ipnosi di massa... ^_^
Come potete constatare gli stessi strumenti che nella prima parte del post ho trattato con tanta cura, possono essere utilizzati per il bene delle persone, delle comunità, delle popolazioni.
E' forse fin troppo facile dirvi adesso che qualsiasi ipnosi, sia ad un soggetto sia di massa, è semplicemente uno strumento e come tale conta solo come lo utilizziamo! Forse ora starete pensando alla breve introduzione che ho fatto proprio sopra, dove vi dicevo che non è tanto importante come l'ipnologo induce lo stato di trance, bensì come lo utilizza...

Vi avevo promesso un video ed eccolo qui sotto, ne vale veramente la pena. Fa una panoramica molto ampia dell'utilizzo dell'ipnosi di massa e sono certo che gradirete...



Spero vivamente che questo post vi sia piaciuto. Erano settimane che avevo intenzione di scriverlo ma il tempo non me lo consentiva. Vi ricordo che i temi da me trattati sono semplificati volutamente di modo che tutti quanti ci si possano approcciare. Esistono milioni di blog e siti dove potete approfondire e sarò contentissimo se qualcuno di voi lo farà.
Mi auguro di avervi incuriosito o magari soltanto avervi fatto osservare qualcosa da un altro punto di vista ^_*

Sentitevi liberi di scrivermi un commento se avete apprezzato 
o se avete domande...

Un abbraccio
Caru